Reintegro provvisorio per i cinque richiedenti asilo di Terzigno

La Prefettura reintegra provvisoriamente i cinque richiedenti asilo di Terzigno: soddisfazione da parte della rete di associazioni e Chiese.

Al termine della Conferenza stampa promossa  dalle Acli, dalla Chiesa valdese, Chiesa Metodista, Chiesa Luterana, Chiesa Avventista, Chiesa Battista, Don Gaetano Castello (Responsabile servizio Ecumenismo e Dialogo – Diocesi di Napoli), Arcigay Antinoo di Napoli, in Piazza Plebiscito, alle ore 12, un delegazione composta da Ousman, Hassan e Amidou, insieme a Thesie Mueller, Anna Cigliano, Antonello Sannino, è stata ricevuta dalla Viceprefetto dott.ssa D'Orso, responsabile dell'Ufficio Immigrazione della Prefettura di Napoli. La Prefettura nell'incontro, ha comunicato il reintegro dei 5 ragazzi richiedenti asilo, attualmente ospiti della Chiesa Metodista di Portici, nel rispetto delle ordinanze del Tar del 19 novembre u.s. I cinque richiedenti asilo, saranno accolti già da domani, da una struttura SPRAR, operante sulla città di Napoli. Inoltre, la Dott.ssa D'Orso, si è impegnata contestualmente a favorire la soluzione del problema relativo all'assistenza sanitaria dei cinque.

Le Acli di Napoli partecipano al Patto delle Catacombe

 Il 16 novembre del 1965, pochi giorni prima della chiusura del Concilio Vaticano II, una cinquantina di padri conciliari hanno celebrato un’Eucaristia nelle Catacombe di Domitilla. Era il gruppo dei vescovi della “Chiesa dei poveri” che alla fine del Concilio decisero di scendere nelle catacombe, simbolicamente “ai margini”, per firmare il “Patto delle Catacombe”. I firmatari si impegnavano personalmente a vivere da chiesa “povera e dei poveri”, ed hanno poi vissuto questo impegno fino in fondo con scelte concrete.

Il 16 novembre 2015 nel 50° anniversario del Patto delle Catacombe, laici e laiche, religiosi e religiose, entreremo nelle catacombe di S. Gennaro dei Poveri, nel Rione Sanità (Napoli), ai “margini”, alle 18,00 per dare vita ad un rinnovato “Patto” e per impegnarci a dare centralità ad una “Chiesa povera” e dei “poveri”.

Ai credenti di ogni fede

Cari fratelli

ancora i riflettori mediatici sono puntati senza sosta sulla feroce aggressione che ha colpito in ben sei punti il cuore pulstante della capitale francese, e ancora si contano le vittime degli attentati di Parigi. I Governi hanno da subito avviato e annunciato misure di chiusura delle frontiere, ritorsioni militari, riduzioni della libertà dei cittadini. E' facile prevedere sciacallaggi politici e l'aizzamento nei confronti dell'Islam, in una società in cui la paura dello straniero e l'equazione tra islamici e terroristi è data in larga parte per acquisita.