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La responsabilità di chi fa disinformazione sulle vite dei migranti

Una lettera aperta tramite Facebook del presidente provinciale delle Acli di Napoli Nicodemo sulla vicenda dei 18 profughi cui è stata sospesa l’ospitalità

Dalla seconda metà di luglio le Acli di Napoli si sono impegnate, insieme ad una rete di associazioni chiese, comitati e singoli cittadini al fine di ottenere il ripristino della accoglienza per 18 richiedenti asilo che se l’erano vista sospendere per presunti atti di violenza. Con l’aiuto dell’ufficio legale del del Patronato Acli, che ha patrocinato i 18 profughi, la prefettura ha revocato il proprio provvedimento, riammettendo all’accoglienza 13 dei 18 interessati. “In questi giorni – ha dichiarato Gianvincenzo Nicodemo, Presidente provinciale delle Acli di Napoli – attraverso i nostri canali di comunicazione abbiamo ricevuto insieme a molti messaggi di sostegno e solidarietà, a qualche richiesta di informazioni e di sostegno su problematiche connesse al permesso di soggiorno, anche alcuni improperi. Cerchiamo di rispondere a tutti e indirizziamo al servizio immigrazione del Patronato le richieste di consulenza e servizi”.

 Con riguardo a questi ultimi messaggi e ad uno di essi in particolare, il Presidente provinciale dell’associazione dei lavoratori cristiani ha voluto rispondere di persona, rendendo pubblica la risposta perché “esempio lampante di come, in questo Paese, gli strumenti di “informazione” veicolino piuttosto una conoscenza approssimativa delle regole e del diritto, contribuendo nel produrre un clima avvelenato che rafforza pregiudizi e razzismo.

La lettera anonima, inviata a nome di “un cittadino mooolto arrabbiato” dal form di contatto del sito www.aclinapoli.it si chiede “se risponda al vero la notizia secondo la quale” su istanza delle Acli, la Preferttura abbia riammesso “a fruire di soggiorno alberghiero a spese STATALI […] 13 presunti profughi […] pur non avendo diritto, non essendo profughi di guerra fuggiti da combattimenti” Il Presidente Nicodemo, in una risposta garbata e ferma, ha argomentato ristabilendo innanzitutto la chiarezza dell’informazione relativa alle regole europee che normano la richiesta di asilo ed ha poi sottolineato come i tempi d’attesa per l’esame della suddetta richiesta da parte delle autorità siano, in Italia più che altrove, intollerabilmente lunghi.

Nell’estenuante purgatorio di questa attesa, che segue l’inferno del viaggio compiuto per giungere in Europa – viaggio che dura anche mesi e mesi di stenti e pieno di inauditi pericoli cui sopravvivere - ai profughi è garantita una forma di accoglienza in strutture\alberghi, che solo una informazione in malafede e tendenziosa può far immaginare come una spensierata vacanza. “Quindi, non solo non è vero che sono in ‘albergo” senza averne diritto’ – dice Nicodemo, ma è stato proprio il diritto ad essere accolti che gli è stato ingiustamente negato e che le Acli napoletane insieme ad una rete di chiese, associazioni, movimenti e singoli, hanno contribuito a ristabilire. Infatti, il provvedimento di sospensione del diritto di accoglienza è stato revocato dalla Prefettura perché senza fondamento.

Aldi là di queste necessarie precisazioni per sgombrare il campo da una cattiva informazione sui fatti, il Presidente richiama le ragioni profonde, religiose, valoriali e civili che determinano fino in fondo quale deve essere il posto delle Acli in questa vicenda: affianco ai rifugiati e per il diritto all’accoglienza. “Non rispondiamo di solito alle richieste anonime – ha commentato Nicodemo – ma ci è parso necessario farlo pubblicamente perché il clima che viviamo è perfettamente rappresentato dalla comunicazione che abbiamo ricevuto: non conosco il fenomeno e sul quel poco che (non) conosco monta una rabbia che evidentemente ha ragioni altre”.

Ignoranza sulla quale, termina Nicodemo, “c’è una parte intera della classe politica che ha fatto la propria fortuna, con non poca responsabilità del mondo della comunicazione. Per esempio, come è possibile che Matteo Salvini finisca negli organi di comunicazione come quello che risponde alle dichiarazioni del Papa? Ma per cortesia, chi è Matteo Salvini? E come se Nicodemo venisse proposto come controvoce alle dichiarazioni del segretario generale dell’Onu”

La lettera è sulla pagina Facebook delle Acli di Napoli https://www.facebook.com/aclinapoli.it 

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